Ultime News
Articoli recenti
Categorie
Categorie
LE NEWS
NEL MONDO.. DEL GOLF Edoardo Molinari, vicecapitano di Ryder Cup, e che sarà anche tra i protagonisti in campo, racconta le 18 buche del Golf Club Torino-La Mandria che dal 25 al 28 giugno sarà teatro del DS Automobiles 83° Open d’Italia.
By@Pierbattista Patrizia
By@Mirella Pierbattista BY@Elisa Nardocci Avv.
By@EXIBI
By@Redazione
Buca dopo buca, il riconfermato vicecapitano di Ryder Cup, che sarà uno dei protagonisti anche sul campo, racconta come affrontare il percorso su cui ha iniziato a giocare a golf.
Le insidie, le buche più difficili e quelle più facili, strategia e consigli: Edoardo Molinari, riconfermato per la terza volta vicecapitano di Ryder Cup, e che sarà anche tra i protagonisti in campo, racconta le 18 buche del Golf Club Torino-La Mandria che dal 25 al 28 giugno sarà teatro del DS Automobiles 83° Open d’Italia. Fratello maggiore di Francesco Molinari, Edoardo è diventato professionista nel 2006 e il 29 novembre 2009, insieme al fratello Francesco, ha portato in Italia la Coppa del Mondo vinta all’Omega Mission Hills World Cup in Cina.
Buca 1 Par cinque con dogleg a destra facilmente raggiungibile in due colpi da tutti i giocatori. Le difficolta possono nascere con la bandiera corta perché in questo caso entra in gioco l’acqua; se invece la bandiera è lunga ci sono buone possibilità per rimanere sotto il par.
Buca 2 – Par quattro abbastanza corto, anche se la buca è stata allungata di circa 15 metri. Presenza di bunker sulla sinistra all’arrivo del Drive; il secondo colpo al green, invece, è abbastanza accessibile, ma bisogna fare attenzione alla bandiera lunga se posizionata a sinistra perché in questo caso potrebbe essere difficile da prendere.
Buca 3 – Par quattro con dogleg a sinistra; sconsigliato il Drive dal tee, meglio giocare un ibrido per poi scegliere un ferro 8 o 9. Attenzione al secondo colpo: il green è circondato da un ruscello che forma una piccola isola. Le bandiere più difficili sono sicuramente quelle in fondo al green a destra, dove l’acqua è più a rischio.
Buca 4 – Par quattro con dogleg a sinistra: come primo colpo si tira tendenzialmente un drive sopra i bunker e le piante di sinistra per poi usare un wedge per raggiungere il green che si presenta molto piccolo, quindi insidioso. Bandiere interessanti in fondo a sinistra, abbastanza facili da prendere perché si può sfruttare una discesa, ma allo stesso tempo pericolose perché c’è acqua dietro.
Buca 5 – Par tre, una buca che sulla carta risulta essere la più facile del campo, ma non credo sarà così durante l’Open perché ci saranno delle bandiere molto difficili sulla destra. Il green è piccolo e con la bandiera in fondo a sinistra la buca diventa anche abbastanza lunga.
Buca 6 – È la buca (par quattro) più difficile del campo vuoi per la sua lunghezza (420 metri), vuoi per gli alberi sul lato sinistro e i bunker sulla destra che bisogna volare con il drive. Importante è fare un buon tee shot e una volta messa la palla in gioco, il secondo colpo è abbastanza semplice perché il green è grande e con poche difese.
Buca 7 – Par quattro corto con partenza davanti alla Club House. Dal tee bisognerà scegliere se giocare un drive per essere più aggressivi o se invece fare un layout con un legno 3 oppure anche con un ferro. Ci sono dei bunker sulla destra e un bosco sulla sinistra a proteggere il green che è molto grande. Il posizionamento delle bandiere possono creare problemi mettendo in gioco i bunker intorno ai green.
Buca 8 – Par tre leggermente in discesa; il green è grande, ma allo stesso tempo molto ben difeso da banker sia a destra sia a sinistra. La bandiera in fondo può essere difficile perché diventa un par tre di quasi 200 metri di lunghezza dal tee. Insomma, una buca dove serve fare attenzione e un par è sempre un buon risultato.
Buca 9 – Par cinque con leggero dogleg a destra dove c’è un ostacolo d’acqua, anche se è abbastanza lontano dal fairway. Con due buoni colpi si arriva sicuramente in green che è abbastanza stretto e molto lungo. A protezione ci sono alcuni bunker su entrambi i lati e la bandiera in fondo a sinistra è sicuramente la più difficile. Una buca che difficilmente si può raggiungere con il secondo colpo.
Buca 10 – Par quattro con dogleg a sinistra e un bunker sulla destra all’arrivo del drive che i giocatori più lunghi tireranno sicuramente perché possono volarlo; chi invece non può farlo, probabilmente userà un legno 3 in mezzo al fairway per poi tirare un ferro 8 per raggiungere il green che si trova su due livelli.
Tante le posizioni per le bandiere difficili:
in fondo e anche sul lato corto sinistro ben difeso dai bunker posizionati intorno al green.
Buca 11 – Par quattro dritto con un tee shot abbastanza generoso, anche se ci sono bunker su entrambi i lati con un fairway però largo. Il secondo colpo non presenta particolari difficoltà, salvo quando la bandiera si trova in fondo a destra, dove il green è abbastanza stretto quindi diventa difficile mettere la palla vicino all’asta.
Buca 12 – Normalmente è un par cinque, ma si giocherà come par quattro partendo circa 10 metri più avanti. Sarà sicuramente la buca più lunga e difficile del campo e il green si può raggiungere solo con due buoni colpi: drive e ferro 5. Il tee shot è difficile perché ci sono bunker sulla sinistra e sulla destra con piante che possono entrare in gioco sul colpo al green non certo grande. Attenzione alla parte sinistra dove c’è una discesa che porta via le palle.
Buca 13 –. È la mia buca preferita, una delle più belle del campo, un par tre non tanto lungo. Normalmente si tira un ferro 6 se l’asta è lunga, oppure un ferro 8 se l’asta è corta. C’è un piccolo ruscello che difende le bandiere corte.
Buca 14 – Par quattro abbastanza corto con dogleg a destra. Si può giocare il driver per arrivare a 40-50 metri dal green, anche se è abbastanza stretto e ci sono piante a destra e bunker a sinistra; in alternativa si può tirare un ibrido o un ferro e piazzare la palla per poi raggiungere il green con un ferro 9. Attenzione perché se si manca il fairway sul primo colpo poi ci sono piante ovunque.
Buca 15 – Il par cinque più lungo del percorso raggiungibile in due colpi solo dai giocatori che riescono a fare distanza. Ci sono tanti bunker sia all’arrivo del drive, sia intorno al green, forse il più difficile di tutti perché presenta tanti livelli e molte pendenze. Diverse le posizioni di bandiera interessanti, soprattutto sul lato sinistro della buca.
Buca 16 – Par tre di oltre 200 metri, il più difficile del campo. Il green è molto piccolo e presenta un bunker corto a destra e un secondo sulla sinistra. Le bandiere più difficili sono quelle posizionate a sinistra perché sbagliando si finisce in bunker e l’uscita è quasi impossibile.
Buca 17 – Un lungo par quattro con dogleg a sinistra dove si trova un bunker che però il 70% dei giocatori dovrebbero riuscire a volare. Una volta fatto un buon tee shot rimane un ferro 9 o un wedge per raggiungere il green che si presenta su due livelli. Possibilità di bandiere molto interessanti sul lato sinistro, in ogni caso da prendere con molta attenzione perché se si manca il green si può fare dei piccoli disastri.
Buca 18 – Si chiude con un dritto par quattro che torna verso la Club House con delle piante molto alte sul lato sinistro. Il tee shot è abbastanza generoso, nel senso che il fairway, all’arrivo del drive, è molto largo. Green di nuovo su due livelli molto grande e lungo, con dei bunker su entrambi i lati: con le bandiere lunghe o a sinistra bisogna fare attenzione perché se si manca il green l’approccio rimane molto difficile.
Buon divertimento!
Ultime News
Articoli recenti
Categorie
Categorie
Articolo 1
Testo Articolo 1 :
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Fusce justo velit, pharetra a ultrices nec, lobortis vulputate leo. Morbi convallis mi vel sem consequat, et mattis massa venenatis. Sed suscipit nulla quis mauris suscipit sodales. Aenean varius nulla justo, id rutrum sapien luctus vitae. Sed aliquet lectus at pulvinar ultricies. Proin nisl eros, pulvinar vel nisi et, viverra porttitor leo. Proin id augue mi. Fusce vitae placerat elit. Suspendisse tellus augue, suscipit sed ornare nec, sagittis sed odio. Sed tincidunt euismod risus ac vulputate. Proin condimentum, dui eget suscipit luctus, odio dui eleifend lorem, in convallis lacus libero ac nisi. Mauris a risus nec mauris pretium vulputate quis hendrerit lorem. Maecenas viverra neque in risus euismod sollicitudin.
Mauris consequat vitae libero nec elementum. Donec a nisl eget dolor blandit hendrerit eget ac neque. Donec eu pellentesque ipsum. In hendrerit venenatis odio non aliquam. Aliquam volutpat efficitur sodales. Fusce mauris mauris, euismod sed ornare id, aliquam tempus dui. Aliquam tempor diam sed purus porta, in semper purus luctus. In varius purus nulla, non pulvinar urna molestie quis. Praesent ac arcu pulvinar, efficitur ipsum nec, ullamcorper ligula. Nam tempus augue in felis faucibus bibendum. Vestibulum faucibus purus quis nibh luctus, vel faucibus ligula aliquet.