Golf.GARA , Rocca e l’Open d’Italia stregato Il grande Costantino ha vinto in tutte le parti del mondo, ha partecipato a tre Ryder Cup, battendo anche Tiger Woods, ma non si è mai imposto in un Open d’Italia. “Però l’Open – dice – mi ha regalato una grande emozione: nell’edizione del 2015, giocata al Golf Milano, disputai la mia ultima gara e il pubblico mi riservò una standing ovation da brividi. Una cosa indimenticabile”.
Ha vinto in tutte le parti del mondo, ma fedele alla celebre locuzione “Nemo propheta in patria” (nessuno è profeta in patria), anche lui si è dovuto arrendere all’Open d’Italia. Eppure, l’immagine di Costantino Rocca sdraiato sul green della buca 18 di St. Andrews, dopo avere imbucato un lungo putt per agguantare l’americano John Daly e andare ai play off, ancora oggi è una immagine iconica del golf mondiale. Era il 25 luglio 1995 e Rocca perse il play-off del British Open, ma guadagnò fama, rispetto e stima in tutto il mondo.
Nelle sue 27 apparizioni all’Open d’Italia, invece, nell’Albo d’Oro il nome di Rocca non c’è. I suoi migliori risultati sono due terzi posti ottenuti nel 1991 a Castelconturbia, dove stabilì anche il record del campo con 66 colpi (ultimo giro) e nel 1995 al Golf Le Rovedine, cui bisogna aggiungere anche un sesto posto nel 1997 a Gardagolf nel torneo vinto dal tedesco Bernhard Langer.









