Celli: “Con l’Open un legame speciale. È stata la mia prima gara da pro” Dall’esordio come professionista nel 2022, all’attesa per il DS Automobiles 83° Open d’Italia al Circolo Golf Torino, per Celli giocare in casa è esaltante e stimolante
Nel 2022, la sua prima gara da professionista, coincise proprio con l’Open d’Italia. Quell’edizione si giocò a Roma, nella sua città, al Marco Simone Golf & Country Club, futuro teatro di gioco della Ryder Cup. E nel field c’era Rory McIlroy, uno dei suoi idoli d’infanzia. Celli e l’Open d’Italia sembrano dunque legati a doppio filo.
Il 25enne romano, cresciuto all’Olgiata Golf Club, si è affacciato al mondo dei pro dopo aver brillato nei tornei dilettantistici in maglia azzurra. Basti citare il 2022 quando si impose nell’European Amateur Championship, a Valencia, dopo aver conquistato la “Silver Medal” quale miglior dilettante al The Open e aver portato poco dopo l’Italia a trionfare per la prima volta nel World Amateur Team Championship/Eisenhower Trophy (Campionato del Mondo a squadre) insieme a Pietro Bovari e a Marco Florioli.
Quest’anno per Filippo la sfida di conservare la carta del DP World Tour arriva dopo una stagione da protagonista sull’HotelPlanner Tour dove si è tolto la soddisfazione di festeggiare il suo primo trofeo nel The Dutch Futures in Olanda. Una vittoria, abbinata ad altri risultati di livello, che gli hanno permesso di chiudere al 7°posto dell’ordine di merito del secondo circuito europeo.









