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L'ANTEPRIMA, Maserati GranCabrio: storia ed evoluzione della cabriolet del Tridente

L’ANTEPRIMA, Maserati GranCabrio: storia ed evoluzione della cabriolet del Tridente

 

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NEL MONDO…  LA STORIA DI UN MITO ITALIANO MASERATI GRAN CABRIO

 

 

 

By@Pierbattista Patrizia 

By@Mirella Pierbattista    BY@Elisa Nardocci Avv. 

By@EXIBI 

By@Redazione

 
 
 

La nascita della GranCabrio

Presentata ufficialmente il 15 settembre 2009 al Salone dell’Automobile di Francoforte e avviata alla produzione nel 2010, la prima Maserati GranCabrio apre un nuovo capitolo nella storia del marchio: è la prima cabriolet a quattro posti realizzata dalla Casa del Tridente.

Identità del modello

  • Versione scoperta della GranTurismo, con cui condivide impostazione meccanica e linguaggio stilistico.
  • Design firmato Pininfarina e capote in tela multistrato.
  • Quattro posti reali, soluzione che amplia la formula della precedente Maserati Spyder a due posti.

Due generazioni a confronto

Generazione

Debutto e produzione

Caratteristiche principali

Prima generazione

2009; produzione 2010–2019

V8 aspirato da 4,7 litri, design Pininfarina e impostazione da gran turismo.

Seconda generazione

2024–oggi

Motori V6 Nettuno, trazione integrale e versione elettrica Folgore.

 

GranCabrio 2010 e GranCabrio 2024: che cosa cambia

La GranCabrio del 2024 non è un semplice aggiornamento del modello precedente, ma una vettura completamente riprogettata. Conserva la formula della cabriolet quattro posti e la vocazione da gran turismo, introducendo però una piattaforma più moderna, maggiore potenza, tecnologie digitali e una variante completamente elettrica.

Area

GranCabrio 2010–2019

GranCabrio dal 2024

Motore e prestazioni

V8 aspirato Ferrari-Maserati da 4,7 litri; 440–460 CV; cambio automatico ZF a 6 rapporti; 0–100 km/h in circa 5 secondi.

V6 Nettuno biturbo da 3,0 litri; fino a 550 CV nella Trofeo; cambio automatico a 8 rapporti; 0–100 km/h in 3,6 secondi. La Folgore elettrica raggiunge circa 760 CV e accelera da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi.

Telaio e dinamica

Struttura derivata dalla GranTurismo del 2007, massa vicina alle due tonnellate e assetto orientato al comfort.

Uso più esteso dell’alluminio, maggiore rigidità e risposta dinamica più precisa; la Folgore adotta tre motori elettrici e trazione integrale.

Design

Linee morbide e classiche firmate Pininfarina, capote in tela e carattere elegante.

Proporzioni più tese, fari a LED, aerodinamica affinata e capote in tela con azionamento più rapido.

Interni e tecnologia

Strumentazione analogica, infotainment oggi datato e materiali di pregio.

Quadro strumenti digitale, doppi schermi centrali, connettività aggiornata e sistemi avanzati di assistenza alla guida.

Carattere sonoro

Il V8 aspirato offre un timbro pieno e naturale, tra i tratti più riconoscibili del modello.

Il V6 biturbo privilegia prestazioni ed efficienza; la Folgore propone un’esperienza acustica completamente diversa.

 

La prima generazione conserva il fascino del V8 aspirato e delle forme Pininfarina; la seconda punta su velocità, efficienza, connettività e scelta tra propulsione termica ed elettrica. La preferenza dipende quindi dall’esperienza ricercata: carattere meccanico e tradizione, oppure prestazioni e tecnologia contemporanee.

 

Le Maserati scoperte prima della GranCabrio

La tradizione delle Maserati a cielo aperto risale agli anni Trenta, quando le vetture da competizione 4CS del 1931 e 8CM del 1932 furono adattate all’uso stradale. Da allora la Casa del Tridente ha identificato le proprie decappottabili con il termine “Spyder”, scritto con la “y”. A questa prima fase appartengono anche le rare A6G 2000 Spyder carrozzate Frua, prodotte in pochi esemplari e oggi considerate autentici pezzi da collezione.

Dagli anni Quaranta alla 3500 GT Spyder

Alla fine degli anni Quaranta Maserati iniziò a presentare le proprie vetture nei principali saloni internazionali, affidandone ancora progettazione e costruzione ai grandi carrozzieri italiani. Nel 1957, mentre Juan Manuel Fangio conquistava per il Tridente il titolo mondiale di Formula 1 con la 250F, debuttò a Ginevra la 3500 GT, prima sportiva stradale Maserati prodotta in serie e primo modello della Casa destinato anche al mercato statunitense.

Al Salone di Ginevra del 1959 seguì la 3500 GT Spyder, disegnata da Giovanni Michelotti e costruita da Vignale. Il motore da 3,5 litri erogava 235 CV; la carrozzeria era in acciaio, mentre portiere, cofano e portellone impiegavano una lega leggera. Apprezzata per stile e comportamento stradale, fu descritta dalla stampa italiana come “un’opera d’arte in movimento”.

La Mistral e i nomi dei venti

Negli anni Sessanta Maserati abbandonò progressivamente gli acronimi e iniziò a battezzare i modelli con i nomi dei venti. La Mistral, così chiamata in omaggio al forte vento settentrionale del Mediterraneo, fu proposta in versione Spyder nel 1964. Disegnata da Frua, reinterpretava in chiave aperta la coupé fastback e abbinava un ampio vano bagagli a motori a sei cilindri da 3,5 o 4,0 litri.

Ghibli Spyder e Biturbo Spyder

Alla fine degli anni Sessanta la Ghibli, disegnata da Giorgetto Giugiaro, diede origine a una delle Spyder più affascinanti e costose dell’epoca. Era disponibile con un V8 da 4,7 litri o, nella più rara versione Spyder SS, con un 4,9 litri da 335 CV. La tradizione racconta che Henry Ford II ne apprezzasse tanto la linea da tenerne una nel proprio garage come riferimento estetico.

Negli anni Ottanta Maserati introdusse il V6 biturbo da 180 CV. La Biturbo Spyder, sviluppata da Zagato, adottava un passo accorciato a 2.400 mm e una configurazione a due posti con piccoli sedili posteriori ribaltabili. Lanciata nel 1984, rimase in evoluzione fino al 1994 e superò i 3.000 esemplari venduti.

Il ritorno della Maserati Spyder

All’inizio del nuovo millennio, sotto l’ala Ferrari, Maserati rilanciò la produzione di decappottabili con la Spyder, nota anche come 4200 GT Spyder. Presentata nel 2001, combinava interni lussuosi e linee contemporanee con un V8 di 4.244 cm³ da 390 CV, capace di raggiungere 283 km/h. Tra le soluzioni più caratterizzanti figurava il cambio elettroattuato “Cambiocorsa”, comandato al volante e ispirato alla Formula 1.

Dalla GranCabrio del 2009 al modello attuale

Nel 2009 Maserati rinnovò questa tradizione con la GranCabrio. Disegnata da Pininfarina, univa eleganza italiana, quattro posti reali, capote in tela e un V8 da 4,7 litri, trasformando la GranTurismo in una vera gran turismo a cielo aperto.

L’attuale GranCabrio raccoglie questa eredità e la interpreta con tecnologie contemporanee, senza rinunciare alla formula che ha reso il modello riconoscibile: una cabriolet di lusso, veloce e confortevole, pensata per viaggiare in quattro con il vento tra i capelli.

 

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