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NEL MONDO…LA STORIA E L’OGGI ALPINE
By@Pierbattista Patrizia
By@Mirella Pierbattista BY@Elisa Nardocci Avv.
By@EXIBI
By@Redazione
Presentiamo un nuovo brand della casa automobilistica Renault, Alpine,
marchio conosciuto già nei rally della casa automobilistica francese,
però presente sui percorsi di gara tra monti e borghi. Così i alti
dirigenti hanno deciso di creare una nuova linea, per essere tra i
competitor. Ma come ogni brand , dietro c’è una storia fatta da uomini
che hanno creduto su questo nome: Alpine.
La Société des Automobiles Alpine SASU o più semplicemente Alpine (o
anche Alpine-Renault) è una casa automobilistica francese, specializzata
nella costruzione di vetture sportive, fondata nel 1955 a Dieppe da Jean Rédélé e dal 1973 facente parte del gruppo Renault.
La produzione automobilistica cessò nel 1995 ma il 5 novembre 2012, 17anni dopo la chiusura, Carlos Ghosn, PDG di Renault, ha annunciato il rilancio dello storico marchio.
La società venne fondata da Jean Rédélé nel 1955 a Dieppe, con la
ragione sociale di Société Anonyme des Automobiles Alpine. Egli era il
figlio del proprietario del concessionario Renault nella città di
Dieppe. Nei primi anni cinquanta, riscosse numerosi successi in varie
competizioni automobilistiche, entrando anche a far parte della squadra
corse alla guida di una Renault 4CV. L’esperienza maturata con i motori
Renault lo spinsero a creare configurazioni sempre più estreme e
competitive, non solo per sé stesso, ma anche per vari clienti che di
volta in volta gli commissionavano qualche vettura per le gare. Il
successo ottenuto gli permise di aprire così la nuova società.
La produzione Alpine
Alpine A106, prima vettura di serie realizzata dalla Alpine
Nel 1954, al Salone di New York viene presentata la prima creazione
Alpine: il prototipo “The Marquis”, disegnato da Giovanni Michelotti
che, dopo alcuni accordi per la produzione su licenza negli Stati Uniti,
non avrà seguito commerciale.
Il primo modello prodotto, l’Alpine A106 spinto dal motore della 4CV
apparve nel 1956. Realizzata con carrozzeria in vetroresina su telaio
tubolare, la A106 raccolse numerose vittorie durante la seconda metà
degli anni ’50. Poco dopo, fu affiancata da una versione aperta, sempre
su disegno di Michelotti, dalla quale sarebbe derivata la Alpine A108,
che riscosse anch’essa un notevole successo, sia in campo agonistico,
sia presso il pubblico, che cominciava a conoscere i prodotti sportivi
di questa azienda, che da officina artigianale si trasformò alla fine
degli anni ’50 in un vero e proprio stabilimento diviso in due sezioni,
quella dedicata alla produzione di serie e quella dedicata alle
competizioni.
Negli anni sessanta, la Alpine cominciò a lavorare a una nuova sportiva,
molto bassa e profilata, sulla base della Renault 8. Il risultato fu la
Alpine A110, che sarebbe divenuta una delle più famose Alpine di sempre.
Questa vettura, che all’inizio fu equipaggiata con un motore da 956 cm³
di cubatura, subì numerose evoluzioni durante gli anni, fino a ricevere
un 1647 cm³ nel 1974. Le prime vittorie conquistate dalla A110 fecero in
modo che la Renault investisse un vero capitale nella Alpine e la
collaborazione tra la fabbrica di Dieppe e il colosso di Parigi si fece
stretta: la Alpine, praticamente poteva attingere dalla produzione
Renault qualsiasi organo meccanico e adattarlo alle sue vetture in
maniera da farne delle vetture da competizione.
Ma l’attività della Alpine non si limitava a questo: sempre all’inizio
degli anni 60 fu introdotta la M63, un veicolo da pista dalla
carrozzeria molto profilata e aerodinamica, che ottenne alcune
importanti affermazioni, come la vittoria alla 1000 km del Nürburgring
del 1963. Inoltre, la Alpine cominciò presto a dedicarsi anche alla
Formula 3 e alla Formula 2, realizzando delle monoposto con motore da un
litro sempre derivato da quello della R8, come nel caso della A110.
Nel 1968 Alpine tentò l’ingresso in Formula 1, quando l’azienda insieme
alla Gordini realizzò la Alpine A350, una monoposto di Formula 1
sperimentale alimentata da un motore Gordini con architettura V8.[2]
Tuttavia, dopo i primi test con il pilota collaudatore Mauro Bianchi sul
circuito di Zandvoort, il progetto si concluse a causa della scarsa
competitività della vettura perché il motore produceva circa 300
cavalli, meno rispetto ai quasi 400 dei motori Cosworth V8, nonostante
il veicolo fosse già pronto per disputare il Gran Premio di Francia
1968; infatti a causa delle prestazioni insoddisfacenti la Renault, che
collaborava allo sviluppo del veicolo, pose il veto sulla monoposto.
Dopo il Gran Premio di Francia, la A350 fu distrutta.
Tornando alla A110, all’inizio degli anni settanta, quando le vittorie
della A110 erano innumerevoli, la vettura continuò a seminare vittorie
su vittorie e nel 1971 vinse al Rally di Montecarlo. Il 1973 fu l’anno
dell’apice: l’Alpine divenne campione del mondo rally, battendo case ben
più blasonate come la Porsche, la Lancia e la Ford.
Ma il 1973 fu anche l’anno in cui esplose la crisi petrolifera e
pertanto, a causa della politica di austerità instaurata in tutto il
mondo, le vendite della A110 calarono in maniera decisa.
Già all’inizio degli anni 70, comunque, il problema della Alpine stava
nel dover trovare una sostituta alla A110, che oramai stava diventando
piuttosto anziana e via via sempre meno competitiva: di lì a poco nel
1971 fu introdotta la Alpine A310. La fabbrica sportiva francese era
però in fase calante: la meccanica dei nuovi modelli derivava dalla
produzione di serie, come anche in passato, ma la concorrenza non stava
certo a guardare. Per esempio poco dopo, la Lancia avrebbe introdotto la
Stratos, con una motorizzazione di derivazione Ferrari e ciò tanto
bastava a tagliare fuori vetture come la A310, impiegata comunque in
alcune competizioni, ma con scarsi successi.
Nel 1975-76 l’Alpine tentò nuovamente la partecipazione alla Formula 1,
costruendo Alpine A500 su progetto di André de Cortanze. La monoposto,
dotata del nuovo motore turbo Renault EF realizzato dalla Gordini, fu la
prima ad adottare un motore turbocompresso e gli pneumatici radiali. La
vettura, però, a causa di svariati problemi tra cui l’affidabilità, non
venne mai impiegata in corsa. In seguito il progetto venne ripreso e il
motore debuttò al Gran Premio di Gran Bretagna del 1977 con Renault
RS01.
Qualche barlume di gloria si ebbe nel campo delle gare su pista:
l’Alpine-Renault A442 vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1978. Nello stesso
anno, l’Alpine si fuse con la Renault, anche se per alcuni anni il nome
venne mantenuto assieme a quello della casa madre su talune vetture
sport.
Nel 1985, la A310 fu sostituita dalla GTA, che poi venne rimpiazzata nel
1991 dalla A610, la cui produzione venne a sua volta cessata nel 1995.
La fabbrica di Dieppe ha continuato a produrre diversi modelli di auto
sportive della Renault.
La rinascita del marchio
Dopo 17 anni dalla sua scomparsa, Carlos Ghosn, PDG di Renault, annuncia
il 5 novembre 2012 la rinascita della Alpine e la partnership del
marchio con la inglese Caterham; la società di automobili “Alpine
Renault” è rinominata « Société des automobiles Alpine Caterham ».
Nel 2014 tuttavia la partnership con Caterham è sciolta e la Renault
continua da sola il rilancio della marca Alpine.
Carlos Ghosn dà il via libera per il rilancio del marchio nel 2016. Il
16 febbraio dell’omonimo anno, Carlos Ghosn svela un nuovo prototipo
della prossima Alpine, chiamata Alpine Vision, che prefigura la versione
finale della futura nuova Alpine A110, che è stata svelata in anticipo
il 28 febbraio 2017, per poi debuttare al Salone di Ginevra dello stesso
anno.[
Nel 2013 e nel 2014 Alpine partecipa in collaborazione con la Signatech
alla European Le Mans Series nella categoria LMP2, vincendo in entrambe
le occasioni sia il titolo piloti che il titolo costruttori. Dal 2015 al
2020, inoltre, il team Signatech-Alpine partecipa al Campionato del
mondo endurance nella categoria LMP2, vincendo il trofeo endurance
costruttori LMP2 nel 2016 e nel 2018-2019.
Il 6 settembre 2020 il Groupe Renault annuncia il cambio di
denominazione da Renault F1 Team a Alpine F1 Team, come parte della
strategia per il rilancio del marchio. La stagione 2021 vede il ritorno
in Formula 1 di Fernando Alonso, affiancato da Esteban Ocon.
Il 14 settembre 2020 viene annunciata la nascita dell’Alpine Endurance
Team, che parteciperà al Campionato del mondo endurance a partire
dall’edizione 2021 nella categoria LMP1.[8][9][10] La Alpine LMP1 è
realizzata in collaborazione con la Signatech su telaio Oreca e motore
Gibson.
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