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NEL MONDO.. . GOLF UNA RACCOLTA DI RECORD STORICI STABILITI CAMPIONATO PGA USA
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By@Pierbattista Patrizia
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Maggior numero di vittorie: Walter Hagen e Jack Nicklaus (5)
Questo record potrebbe tecnicamente essere diviso in due, dato che questi due giganti del gioco hanno giocato in epoche diverse della competizione, ma è innegabile che entrambi abbiano cinque vittorie.
Hagen fu il terzo vincitore della competizione nella quarta edizione del 1921, per poi aggiudicarsi altri quattro titoli consecutivi dal 1924 al 1927.
Tutte quelle vittorie furono ottenute in incontri match play, dato che la competizione passò alla formula stroke play su 72 buche nel 1958, dove Nicklaus avrebbe vinto nel 1963, 1971, 1973, 1975 e 1980.
Vincitore più giovane: Gene Sarazen
Un altro grande momento di questo sport, e torniamo all’era del match play per la vittoria di Sarazen del 1922.
All’età di 20 anni e 173 giorni, Sarazen sconfisse Emmet French nella finale di Oakmont e la sua difesa del titolo l’anno successivo lo rende anche il terzo vincitore più giovane, dopo Tom Creavy nel 1931.
Il vincitore più giovane dell’era stroke play è quindi il quarto: Rory McIlroy, che ha vinto nel 2012 all’età di 23 anni e 100 giorni.
Vincitore più anziano: Phil Mickelson
Nel 2021 Mickelson è diventato – e rimane tuttora – l’unico giocatore ad aver vinto un Major a Kiawah Island dopo aver superato i 50 anni.
Ha sconfitto Brooks Koepka e Louis Oosthuizen di due colpi, conquistando il suo secondo Wanamaker 16 anni dopo il primo, all’età di 50 anni e 341 giorni.
Questo risultato ha battuto il record Major e US PGA di Julius Boros, che aveva vinto nel 1968 all’età di 48 anni e 140 giorni.
Vincitori dall’inizio alla fine (senza pareggi)
Il primo a dominare la gara dall’inizio alla fine fu Bobby Nichols nel 1964, seguito dalla seconda vittoria di Nicklaus nel 1971.
Le edizioni del 1982 e del 1983 furono entrambe vinte in modo dominante da Raymond Floyd e Hal Sutton rispettivamente, ma dopo due vittorie consecutive avremmo dovuto aspettare 36 anni per un’altra.
Koepka ha interrotto il digiuno di vittorie difendendo con successo il titolo nel 2019.
Maggior numero di secondi posti: Jack Nicklaus (4)
Il bottino di 18 vittorie nei Major di Nicklaus potrebbe non essere mai superato, quindi è incredibile che detenga anche il record di secondi posti con 19.
Quattro di questi sono arrivati in questo evento, il numero più alto per qualsiasi giocatore, e tanto per gradire, Nicklaus ha anche il maggior numero di piazzamenti tra i primi tre (12), tra i primi cinque (14), tra i primi dieci (15) e tra i primi 25 (23) nella storia della US PGA.
La nazione di maggior successo: Stati Uniti
Di per sé, questo dato non sorprende, ma la portata del dominio americano al PGA Championship statunitense è sbalorditiva.
Su 107 edizioni del PGA Championship statunitense, 87 sono state vinte da giocatori della nazione ospitante, mentre 20 vittorie internazionali sono state conquistate da soli 13 giocatori.
L’Australia ha avuto cinque vincitori diversi, mentre altre otto nazioni (Inghilterra, Sudafrica, Zimbabwe, Fiji, Irlanda, Corea del Sud, Germania e Irlanda del Nord) hanno prodotto un campione. Jim Barnes (Inghilterra), Gary Player (Sudafrica), Nick Price (Zimbabwe), Vijay Singh (Fiji) e Rory McIlroy (Irlanda del Nord) sono tutti due volte campioni internazionali.
Difese riuscite
Ci sono state dieci difese del titolo US PGA da parte di sette giocatori, sei delle quali avvenute nelle prime 12 edizioni del torneo.
Barnes vinse la prima edizione del PGA Championship nel 1916 e difese con successo il titolo nel 1919, dopo una pausa dovuta alla Prima Guerra Mondiale.
Sarazen vinse poi nel 1922 e nel 1923, prima che Hagen difendesse con successo il titolo per tre volte nel 1925, 1926 e 1927, dopo aver vinto nel 1924.
La sua serie di vittorie fu interrotta da Leo Diegel, che a sua volta vinse nuovamente nel 1928, prima che Denny Shute si aggiudicasse il titolo nel 1936 e nel 1937.
Ci sarebbero poi voluti 63 anni prima che Tiger Woods vincesse il suo secondo US PGA nel 2000, titolo che avrebbe poi difeso con successo anche nel 2007.
Koepka è il settimo e più recente giocatore ad aver vinto per due anni consecutivi, nel 2018 e nel 2019.
Maggior numero di presenze: Sam Snead (38)
Ancora una volta abbiamo uno dei grandi che, in modo straordinario, ha saputo destreggiarsi quasi equamente tra l’era del match play e quella dello stroke play di questo evento.
Snead fece il suo debutto nel campionato PGA statunitense nel 1936 e disputò 17 tornei a eliminazione diretta, vincendone due.
Nell’era del stroke play non riuscì a vincere la competizione, ma vi partecipò altre 21 volte, portando il suo totale a 38 quando disputò il suo ultimo US PGA nel 1981.
Nicklaus e Arnold Palmer si trovano a una sola apparizione di distanza da Snead, tutte nell’era dello stroke play, con le 37 apparizioni di Palmer tutte consecutive.
Il Re partecipò alla prima edizione del torneo stroke play nel 1958 e a tutte quelle successive fino al 1994, un record in sé.
Maggior numero di round giocati (stroke play): Jack Nicklaus (128)
Nicklaus ha disputato 128 round al PGA Championship, giocando tutte e quattro le buche per 27 volte e mancando il taglio in dieci occasioni.
Palmer segue con 121, precedendo Mickelson di tre punti.
Nicklaus ha anche il maggior numero di giri sotto il par (53) e il maggior numero di giri sotto i 70 (41).
E sebbene in generale abbia effettuato meno tiri rispetto alla maggior parte dei giocatori, round per round, nel corso della sua carriera, l’enorme quantità di round disputati fa sì che i 9.135 di Nicklaus, con una media di 71,37, rappresentino il record assoluto nella storia.
Jason Day e Miguel Ángel Jiménez condividono il record per il maggior numero di giri consecutivi sotto il par con dieci, mentre i nove di Dustin Johnson rappresentano il maggior numero di giri consecutivi sotto i 70 colpi.
Maggior numero di tagli effettuati: Nicklaus, Floyd e Mickelson (27)
Sebbene si tratti di un onore condiviso, va notato che i 27 tagli di Floyd provenivano da 31 apparizioni, il che significa che ha mancato il weekend solo quattro volte tra il 1963 e il 1994, partecipando a tutte le edizioni tranne una e vincendone due.
Delle 27 qualificazioni ottenute da Mickelson, 21 sono arrivate consecutivamente tra il 1996 e il 2016, un altro record del torneo.
medie dei punteggi
Considerando il numero minimo di round giocati, la lista delle medie di punteggio più basse sembra un vero e proprio elenco dei migliori giocatori del golf moderno.
Il migliore tra coloro che hanno giocato 100 round o più è Mickelson, con una media di 71,16 su 118 round.
Per chi ha disputato 70 o più round, il miglior risultato è quello di Woods con 70,54 su 81, un punteggio che lo colloca addirittura tra i primi cinque per chi ha disputato 50 o più round.
Koepka è in testa a questa classifica con 69,56 su 50 round, mentre il 69,09 di Scottie Scheffler è il migliore tra coloro che hanno disputato almeno 20 round, appena davanti a Koepka.
La media di punteggio più bassa su 72 buche registrata tra tutti i partecipanti è stata di 70,13 nel 2018 a Bellerive, mentre nell’edizione del 1987 al PGA National la media su 72 buche è stata di 76,15.
Margine di vittoria: Rory McIlroy (8 colpi)
Il margine di vittoria più ampio nella storia del PGA Tour statunitense si è registrato nel 2012 a Kiawah Island, quando McIlroy ha trionfato con otto colpi di vantaggio.
Dopo 36 buche era solo a pari merito al quinto posto, ma un weekend da 67-66 gli ha permesso di staccare nettamente la concorrenza guidata dall’inglese David Lynn.
Il vantaggio più ampio dopo 18 buche è di tre colpi, condiviso da quattro giocatori, mentre il vantaggio di sette colpi di Brooks Koepka del 2019 rappresenta il vantaggio maggiore sia dopo 36 buche che dopo 54 buche.
I più grandi ritorni
Il record per la più grande rimonta nel round finale è di sette colpi, detenuto a pari merito da John Mahaffey e Justin Thomas.
Nel 1978, Mahaffey realizzò un giro finale da 66 colpi per raggiungere Tom Watson e poi prevalse con un birdie alla seconda buca di uno spareggio a cui partecipò anche Jerry Pate.
E 44 anni dopo si rese necessario uno spareggio ancora una volta, con un punteggio di 67 che permise a Thomas di raggiungere e superare il leader dopo 54 buche, Mito Pereira, e poi di sconfiggere Will Zalatoris ai tempi supplementari.
Bob Rosburg (1959) e Bob Tway (1986) condividono il record dopo 36 buche, avendo recuperato da nove colpi di svantaggio, mentre la rimonta più ampia dopo 18 buche è di otto colpi, condivisa da Mahaffey, Payne Stewart (1989) e Keegan Bradley (2011).
Round più basso: Xander Schauffele e Shane Lowry (62)
I due punteggi più bassi nella storia del PGA Championship statunitense sono stati entrambi registrati nell’edizione del 2024 a Valhalla.
Xander Schauffele ha realizzato nove birdie nel suo 62 nella prima giornata, conquistando un vantaggio di tre colpi al termine del primo round, eguagliando il record.
Poi, nel terzo round, Shane Lowry ha registrato anch’egli nove guadagni in una prestazione impeccabile, eguagliando il record.
Questi due round corrispondono anche ai punteggi più bassi nella storia dei Major.
Punteggio vincente più basso: Xander Schauffele (263, -21)
Quel primo giro da 62 punti ha messo Schauffele in un’ottima posizione, ma non avrebbe avuto vita facile sul campo della Ryder Cup.
Nel secondo e terzo giro, conclusi con un punteggio di 68-68, è stato raggiunto da Collin Morikawa, ma un birdie alla 72ª buca, in un giro finale di 65, gli ha permesso di entrare nella storia e di tenere a bada Bryson DeChambeau per un solo colpo.
Il punteggio di 264 di DeChambeau è stato eguagliato solo da Koepka (2018), mentre il suo totale di 20 colpi sotto il par si affianca al punteggio vincente di Jason Day del 2015.
I 62 colpi di Schauffele, nove sotto il par, sono i punteggi più bassi dopo 18 buche, mentre i 128 di Koepka rappresentano il punteggio più basso dopo 36 buche, eguagliando i 12 colpi sotto il par (130) di Schauffele.
David Toms nel 2001 ha il punteggio più basso su 54 buche con 196, mentre Ernie Els è quello con il punteggio più basso sotto il par dopo tre round a 16 sotto il par nel 1995.
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