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FROM JAPAN… LIBREANDO…I FIORI DELLA MORTE CIAK SI GIRA! OMICIDI

FROM JAPAN…

LIBREANDO…I FIORI DELLA MORTE

CIAK SI GIRA!

OMICIDI

 

By@Patrizia Pierbattista

By@Mirella Pierbattista

Ciak, si torna a girare? Firmato il protocollo per riaprire i set in  sicurezza si Gira! Come in un film giallo, le prime immagini prende subito lo spettatore, pioggia! Notte! Un personaggio strano, un impiegato qualsiasi, tra tanti altri nella grande città di Akasaka, nel quartiere di Minato. Giappone. Un fiore reciso come un chirurgo!  La scena si svolge in una stanza tradizionale giapponese. Edificio isolato! Una tokonoma!  I personaggi di questa storia sono variopinti come la giornalista che indaga su fatti  diversi, una androgena con il suo look diverso. Un ispettore Tanaka  ligio alle regole, rifiuta subito gli aiuto o il coinvolgimento della giornalista. Ma quasi subito la inserisce nelle indagini. Le intuizioni  subito prese  per delineare i tratti di un serial killer. Ma ora basta con i dettagli!  
Chi è l’autore? Anche questo è un mistero! Forse è proprio il giallo di questo libro che potrebbe coinvolgere il lettore nell’acquisto. Lo scrittore J.J.Ellis  il suo primo romanzo,  inizio di una trilogia con protagonisti l`ispettore Tanaka e la giornalista  Blain.  Il libro è fatto di  359 pagine  su carte colore ocra compreso un glossario per spiegare termini della lingua giapponese . La copertina dai colori caldi con un disegno di una donna dalla pelle chiarissima che sembra che dorma. la location è quella della metropoli giapponese di Tokio con le sue contraddizioni: Modernità tecnologica e conservatore  della cultura nipponica. Vorremmo non descrivere di queste storie dove la maggior parte delle vittime sono donne,  ma purtroppo tutti i giorni si sentono e scrivono questi drammi. I serial killer non sono sempre sconosciuti ma soprattutto sono vicino a noi. La cronaca odierna ci fa rabbrividire, in Italia muoiono molte donne per femminicidio da parte dei loro compagni di vita che siano ex, molte volte sono loro i criminali che uccidono per il movente più odioso: il possesso di un essere vivente, la loro compagna di vita. Nel racconto del libro è la notte di Tokyo, con la visione dei Ciliegi i fiori del loro colore rosa sullo sfondo noir. Dove nel cuore oscuro della notte di Tokyo è un thriller letterario, ma che riflette sulla realtà mondiale.  Il nostro ministero dell’Interno ( Stato Italia) che mentre descriviamo questo libro è l’on Lamorgese, una donna, che guida il ministero. Così  che ogni qual volta che una donna viene uccisa, la stampa con i suoi giornalisti di cronaca nera  tirano  fuori i numeri dei femminicidi che sono in aumento durante questo periodo storico della Pandemia mondiale. Le donne vittime di omicidio volontario nell’anno 2020 in Italia sono state 116, lo 0,38 per 100.000 donne. Nel 2019 erano state 111.La serie storica degli omicidi per genere  mostra ( grafico che si può consultare nel sito del ministero dell’Interno)  come siano soprattutto gli omicidi di uomini a essere diminuiti in 26 anni (da 4,0 per 100.000 maschi nel 1992 a 0,7 nel 2018), mentre le vittime donne di omicidio sono rimaste complessivamente stabili (da 0,6 a 0,4 per 100.000 femmine). Il diverso andamento degli omicidi di uomini e donne ha dunque radicalmente modificato il rapporto tra i sessi. Per i maschi, sebbene l’incidenza degli omicidi si mantenga tuttora sempre nettamente maggiore rispetto alle femmine, i progressi sono stati molto visibili. Per le donne, che partivano da una situazione molto più favorevole, la diminuzione nel tempo ha invece seguito ritmi molto più lenti, fino ad arrestarsi. Il calo differenziale nel periodo tra i due sessi è stato favorito anche dalla contrazione degli omicidi legati alla criminalità organizzata, che coinvolgono – esclusivamente o quasi – gli uomini. Una chiave di lettura in termini di violenza di genere è fornita dall’esame della relazione tra gli attori dell’omicidio. Delle 116 donne uccise nel 2020, il 92,2% è stata uccisa da una persona conosciuta. Per oltre la metà dei casi le donne sono state uccise dal partner attuale, in particolare il 51,7% dei casi, corrispondente a 60 donne, il 6,0%, dal partner precedente, pari a 7 donne, nel 25,9% dei casi (30 donne) da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e nel 8,6% dei casi da un’altra persona che conosceva (amici, colleghi, ecc.) (10 donne). Malgrado le cautele che le comparazioni internazionali richiedono, si può affermare che l’incidenza degli omicidi di donne in Italia sia contenuta in rapporto al contesto europeo: tra i 24 Paesi dell’Unione europea per i quali si hanno a disposizione dati recenti (Grafico 3 ministero dell’Interno), si osservano valori inferiori solo nel caso di Grecia e Irlanda. Se si considerano gli autori di questi omicidi il confronto si restringe a un numero più limitato di Paesi per i quali si evidenziano situazioni non omogenee. Femminicidi, nel 2021 in Italia già uccise 65 donne: 46 da partner … Fonte: Dipartimento della pubblica sicurezza, Ministero dell’Interno. i fiori della morte. Monitoraggio e analisi dell’andamento dei reati riconducibili alla violenza di genere. A partire dai dati sugli omicidi volontari commessi nei report vengono analizzati i delitti potenzialmente riconducibili a liti familiari e in ambito domestico. La periodicità è settimanale, i dati elaborati sono messi a confronto con quelli dell’analogo periodo dell’anno precedente. Sono pubblicati inoltre report semestrali e relativi a giornate particolari come l’8 marzo – Giornata internazionale dei diritti della donna – e 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. I  fiori della morte

Per concludere questo viaggio attraverso  i delitti ed i misteri sia nel mondo reale che nei libri nella vita di tutti i giorni vorremmo solo vedere ed ascoltare cose leggere come della bella musica. Ma in questo momento che non si può fare molto, perché ricordando che siamo in un lock down burocratico ed effettivo, molte attività ricreative  e di relax non si può svolgere e quindi perché no…leggere un libro che ci porta fuori con la mente. Perché credo che li, nella mente nessuno ci può fermare ed obbligare a non pensare! Il suo prezzo di copertina è di €  18,90 quella copertina flessibile, invece per e-book sul sito Amazon la potrete trovare a prezzo di  € 10,99 il suo volume 1436 kb. Buona lettura a chi piace il thriller mozzafiato. Tra relax dello scritto e l’immaginazione dell’ambientazione. Sembra di viaggiare in quel mondo ed ambiente orientale.



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Cosa è per voi Old style!? Forse è il vecchio stile di una icona a 360° tra design e moda! Oggi parliamo e scopriamo il mondo dal 1959 ad oggi di una icona della strada internazionale come la Mini. La Mini era originariamente una vettura della BMC, che nel 1966 entrò a far parte della British Motor Holdings. La fusione tra BMH e Leyland Motors portò alla nascita nel 1968 della British Leyland:[5] nel 1969 Mini diventa così un marchio a sé stante.[6][7] Nel corso degli anni ottanta la British Leyland cambia nome prima in gruppo Austin Rover e poi in gruppo Rover, ma una forte crisi porta nel 1988 alla vendita del gruppo (e quindi anche della Mini) alla British Aerospace,[5] la quale a sua volta lo cede nel 1994 a BMW. Nel 2000 il gruppo Rover viene smantellato, e BMW mantiene la sola proprietà del marchio Mini.
dalla  BMW la Iconica Mini Cooper, elettrica 100%, ma dal disegn inconfondibile che ancora oggi nel 2022 le persone si girano ad ammirarla, senza capire che e` elettrica. la sua storia è quasi una tema da film, con giorni positivi e negativi eppure eccola qua , sempre alla moda, e nel girare l`Italia si vedono tante delle Mini che siano quelle storiche che le ultime. Nessuna descrizione disponibile. L’odierna gamma Mini è prodotta negli stabilimenti di Oxford, in Gran Bretagna ad eccezione delle Mini Countryman e Paceman, assemblate da Magna Steyr in Austria.
La seconda generazione della Mini, la prima realizzata sotto la completa egida di BMW, ha debuttato nel luglio 2001 Alla classica versione Hatch e Hardtop, nel 2005 è stata affiancata la versione cabriolet, denominata Convertible, mentre nel 2006 è partito lo sviluppo delle versioni sportive, denominate John Cooper Works, realizzate in Italia da Bertone. Nel 2007 ha debuttato la terza generazione della Mini. Da questa generazione, Mini torna ad avere una gamma di modelli, dato che, negli anni seguenti ad Hatch/Hardtop e Convertible, si aggiungono la versione familiare Clubman (2008), la Sport Utility Vehicle Countryman (2010), la Coupé (2011) e la Roadster (2012), oltre alle relative versioni John Cooper Works, ora realizzate direttamente dalla divisione sportiva BMW Motorsport. Mini (reso graficamente come MINI) è una casa automobilistica inglese, filiale del gruppo tedesco BMW dal 1994, specializzata in superutilitarie. Il nome Mini nacque inizialmente per un’auto specifica, ovvero una vettura nota come Morris Mini Minor e Austin Seven, lanciata dalla BMC nel 1959. Successivamente il nome si sviluppò come un marchio a sé stante, e si estese ad una gamma completa di veicoli. La prima generazione del 1959 restò in produzione fino al 2000; la nuova generazione per BMW, il cui sviluppo iniziò nel 1995, vide la luce nel 2001.
La Mini era originariamente una vettura della BMC, che nel 1966 entrò a far parte della British Motor Holdings. La fusione tra BMH e Leyland Motors portò alla nascita nel 1968 della British Leyland: nel 1969 Mini diventa così un marchio a sé stante Nel corso degli anni ottanta la British Leyland cambia nome prima in gruppo Austin Rover e poi in gruppo Rover, ma una forte crisi porta nel 1988 alla vendita del gruppo (e quindi anche della Mini) alla British Aerospace, la quale a sua volta lo cede nel 1994 a BMW. LA STORIA MINI Nel 2000 il gruppo Rover viene smantellato, e BMW mantiene la sola proprietà del marchio Mini. L’originale Mini è una piccola vettura a due porte costruita dalla British Motor Corporation e da successive case automobilistiche dal 1959 al 2000. MINI LA STORIAÈ considerata un’icona degli anni sessanta, e la sua ottimale economia di spazio ed abitabilità interna (che tra le altre cose, ha permesso l’utilizzo dell’80% del pianale per passeggeri e bagagli) ha influenzato un’intera generazione di costruttori di automobili L’auto è in qualche modo considerata come l’equivalente britannica alla sua contemporanea tedesca, la Volkswagen Maggiolino, che ha avuto una popolarità simile in Nordamerica. Nel 1999 la Mini è stata votata come la seconda auto più influente del XX secolo, dietro solo alla Ford Model T.  La vettura venne progettata per BMC da Sir Alec Issigonis. Prodotta negli stabilimenti di Longbridge e Cowley, la Mini era anche costruita su licenza in vari altri Paesi, tra cui Australia, Spagna (AUTHI Mini), Belgio, Cile, Italia (Innocenti Mini), Portogallo, Sudafrica, Uruguay, Venezuela e Jugoslavia. Nessuna descrizione disponibile. L’originale Mini, conosciuta come Mark I, ha avuto due importanti evoluzioni, la Mark II e la Mark III: all’interno di queste serie sono state realizzate alcune varianti della vettura, tra cui versioni familiari (Mini Countryman e Mini Clubman Estate), pick-up, van e spiaggina (Mini Moke). Le Mini Cooper e Cooper S erano le versioni più sportive, che hanno avuto un discreto successo come auto da rally, trionfando varie volte al Rally di Monte Carlo. Inizialmente commercializzata coi marchi Austin e Morris (Austin Seven e Morris Mini Minor), nel 1969 Mini divenne un marchio a sé stante. Successivamente la Mini sarà nuovamente commercializzata come Austin durante gli anni ottanta.

Quella che proveremo per voi, ma soprattutto sarà anche per noi un piacere della guida, la  MINI Full Electric nella versione Resolute Edition combina uno stile autentico con il piacere di guidare sostenibile. Grazie alla combinazione di caratteristiche di design tradizionali e di tecnologia di guida orientata al futuro, la MINI Cooper SE (consumo combinato: 17,6 – 15,2 kWh/100 km secondo WLTP; emissioni di CO2 combinate: 0 g/km) nella versione Resolute Edition incarna una straordinaria espressione di stile. L’edizione del modello a propulsione puramente elettrica ispirata alla MINI 3 porte offre un mix particolarmente attraente che unisce un classico flair sportivo con la sostenibilità. L’esclusivo design degli esterni le dona un aspetto autentico ispirato alla storia del brand. In questo modo, la MINI Cooper SE nella versione Resolute Edition trasmette chiaramente un messaggio: il divertimento di guida senza emissioni locali è ormai parte integrante del carattere del brand e dei suoi oltre 60 anni di storia. Grazie al motore elettrico da 135 kW/184 CV e all’incredibile maneggevolezza, la MINI Cooper SE porta il caratteristico go-kart feeling del brand nel mondo della mobilità elettrica. La sua autonomia fino a 234 chilometri – determinata secondo il ciclo di prova WLTP – consente un divertimento di guida privo di emissioni locali sia nell’ambiente urbano che oltre i confini della città. Queste sono le qualità che hanno reso la MINI Full Electric la variante di modello più popolare del brand, con cifre di vendita globali quasi raddoppiate nel 2021. Il design esclusivo e le caratteristiche di equipaggiamento della Resolute Edition conferiscono al divertimento di guida sostenibile un fascino ancora maggiore. Con la verniciatura della carrozzeria in Rebel Green – precedentemente riservata ai modelli estremamente sportivi John Cooper Works – e la finitura in Pepper White a contrasto per il tetto e le calotte degli specchietti retrovisori esterni, la MINI Cooper SE nella versione Resolute Edition sfoggia un look sportivo nel tradizionale stile britannico. L’assenza di elementi cromati all’esterno rappresenta un chiaro sguardo al futuro: al contrario, i tradizionali elementi di design sono rifiniti nell’esclusivo Resolute Bronze. Questi includono i contorni dei fari, la griglia del radiatore e le luci posteriori, le scanalature laterali sui pannelli laterali anteriori e le maniglie delle portiere e del bagagliaio. Al contrario, la striscia che circonda il bordo inferiore del parabrezza è rifinita in Piano Black, così come la cornice interna della griglia del radiatore, i loghi del brand e la dicitura del modello. L’aspetto inconfondibile della MINI Cooper SE nella versione Resolute Edition viene ulteriormente esaltato dalle strisce sul cofano dal design esclusivo. Così come i listelli sotto porta, presentano un motivo composto da linee parallele con una sfumatura di colore che oscilla tra una tonalità chiara e una scura di oro, insieme alla scritta “Resolute”. Il modello presenta cerchi in lega da 17 pollici con design Electric Collection Spoke. In alternativa, i cerchi in lega leggera dello stesso formato sono disponibili nella variante Tentacle Spoke Black. Ma ora basta con l’Anteprima dobbiamo guidare per scoprirne tutti sia difetti che pregi. E quindi vi salutiamo e sperando che avreste voglia di assaggiare i nostri pit-stop e on the road con questa Mini Cooper SE Full Electric. Diamo solo un piccolo spunto. Da Milano  a Viterbo! Che dite c’è l’abbiamo fatta? Scopritelo.  Nessuna descrizione disponibile. Numero posti       4 BAGAGLIOIO 211-731 Alimentazioni      ELETTRICA  Classe   Cv/kW (da)      184/135. Lunghezza  3.850 MM, Larghezza    1.727 MM, Altezza         1.432 MM,  Passo            2.495.



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