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NEL MONDO… DIPINGENDOPO UNA PARTITA DI GOLF….RELAX A TAVOLA CON UN BUON VINO SICILIANO
By@Pierbattista Patrizia
By@Mirella Pierbattista BY@Elisa Nardocci Avv.
By@EXIBI
By@Redazione

Dalle vigne biologiche di Torre Mora a The 154th Open di Royal Birkdale: territorio, qualità e accoglienza in due storie capaci di parlare a un pubblico internazionale.
LINGUAGLOSSA (Catania) — Sulle pendici dell’Etna, dove la lava ha disegnato terrazzamenti e suoli minerali, Torre Mora costruisce il proprio racconto enologico tra vitigni autoctoni, agricoltura biologica e tecniche moderne. È una storia siciliana che guarda oltre i confini regionali e dialoga con una delle grandi vetrine mondiali dello sport nel 2026: The 154th Open, disputato sullo storico percorso di Royal Birkdale, in Inghilterra.
The 154th Open, il grande appuntamento internazionale del 2026
Dal 12 al 19 luglio 2026 il Royal Birkdale Golf Club, a Southport, ha ospitato The 154th Open, uno dei quattro major del golf maschile. Il celebre links inglese è tornato ad accogliere il torneo dopo l’edizione del 2017. La settimana si è chiusa con il successo di Ryan Fox, vincitore a dieci sotto il par con un colpo di vantaggio su Cameron Young. Un appuntamento seguito in tutto il mondo, capace di confermare come sport, paesaggio e ospitalità possano diventare una vetrina internazionale: lo stesso orizzonte nel quale si colloca il racconto etneo di Torre Mora.
Etichette accessibili, identità riconoscibile
Il listino cambia secondo tipologia e annata, ma il posizionamento resta leggibile: le etichette puntano su un rapporto qualità-prezzo competitivo, rivolgendosi tanto agli appassionati quanto a chi si avvicina per la prima volta ai vini dell’Etna.
Tre bottiglie per raccontare la cantina
Tre etichette sintetizzano con immediatezza lo stile produttivo di Torre Mora:
- Torre Mora Rosso Etna DOC: rosso dal carattere vulcanico, con note speziate e un finale elegante.
- Torre Mora Bianco Etna DOC: bianco fresco e minerale, versatile negli abbinamenti.
- Torre Mora Brut: spumante brillante e complesso, in equilibrio tra freschezza e struttura.
Abbinamenti consigliati
Per valorizzare il profilo dei vini Torre Mora, si possono seguire questi abbinamenti:
- Vini rossi: Perfetti con carni rosse, arrosti e formaggi stagionati.
- Vini bianchi: Si sposano bene con piatti di pesce, crostacei e carni bianche.
- Bollicine: Ideali come aperitivo o con piatti leggeri a base di verdure.
Come conservare i vini
Per preservarne al meglio le caratteristiche organolettiche:
- Conservare le bottiglie in posizione orizzontale per mantenere il tappo umido.
- Tenere le bottiglie in un ambiente fresco e buio, preferibilmente a una temperatura costante tra 12 e 16°C.
- Evitare sbalzi termici e fonti di vibrazione che possono alterare la qualità del vino.
Il vulcano dentro il bicchiere
L’Etna non è soltanto lo sfondo: è il principale fattore produttivo. Torre Mora opera sulle pendici del vulcano, nel cuore dell’Etna DOC. Suoli lavici, altitudine ed escursioni termiche tra giorno e notte imprimono ai vini tensione, mineralità e un’identità territoriale immediatamente riconoscibile.
Tre contrade, tre espressioni dell’Etna
I vigneti di Torre Mora si trovano in tre contrade dell’Etna:
- Contrada Dafara Galluzzo, a Rovittello;
- Contrada Alboretto Chiuse del Signore, nel comune di Linguaglossa;
- Contrada Moscamento, a Rovittello.
Ciascuna vigna restituisce una sfumatura diversa del versante etneo. Cura del suolo e legame con il territorio diventano così la linea editoriale della cantina, prima ancora che la sua filosofia produttiva.
Una tradizione che investe nel futuro
Dal 2016 Torre Mora fa parte delle tenute della famiglia Piccini, arrivata alla quinta generazione dopo quasi 140 anni di attività nel vino. La scelta dell’agricoltura biologica e l’impiego di tecniche di vinificazione moderne segnano la direzione: custodire la tradizione senza rinunciare alla precisione contemporanea.
I vitigni protagonisti
Il simbolo della tenuta è il Nerello Mascalese, coltivato da secoli sui fianchi dell’Etna. Insieme al Nerello Cappuccio dà vita agli Etna Rosso DOC. Sul fronte dei bianchi domina invece il Carricante, capace di tradurre altitudine e suolo vulcanico in freschezza e tensione. Tutte le vigne sono convertite al biologico e monitorate nel rispetto dei ritmi naturali.
La viticoltura eroica come firma
I forti dislivelli del terreno impongono una coltivazione complessa: nelle piccole aree pianeggianti si ricorre al cordone speronato, mentre sulle terrazze prevale l’alberello. Questa viticoltura eroica unisce il lavoro dell’uomo alla natura aspra dell’Etna. Il paesaggio ha ispirato il nome della linea premium Scalunera.
In dialetto siciliano, Scalunera significa “scalinata” e richiama i terrazzamenti e i muretti in pietra lavica che modellano le pendici del vulcano. Queste strutture antiche, riconosciute dall’UNESCO, fanno da cornice alle vigne di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante, vitigni che conservano il carattere deciso del territorio.
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