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NEL MONDO..GOLFQUARTO OPEN D’ITALIA AL GOLF TORINO
By@Patrizia Pierbattista By@Mirella Pierbattista BY@Elisa Nardocci Avv.By@EXIBI
By@Redazione
Silva non ha dubbi: sarà un grande Open
Quarto Open d’Italia al Golf Torino, due sotto la sua presidenza (2013 e 2014): “Sono felice che il 2026 segni il ritorno nel nostro Circolo di questa importante manifestazione. Il mio sogno? È ora che vinca un italiano”.

Parli del Golf Torino e subito il pensiero corre a Lorenzo Silva, oggi presidente onorario del Circolo dopo esserne stato presidente per 12 anni, dal 2005 al 2017. Lorenzo Silva, salito alla ribalta negli anni ’80 come uno dei migliori giocatori dilettanti italiani, detiene il record di vittorie amatoriali e ha partecipato a ben undici Campionati Mondiali. Nel 2020 ha ricevuto dal CONI il premio alla carriera.
Silva si concede ai nostri microfoni (sui social della Federazione Italiana Golf è disponibile il video dell’intervista) e le telecamere lo inquadrano con la Coppa che rappresenta il Trofeo dei Campionati Internazionali d’Italia, un torneo che ha vinto tre volte e che lo ha visto protagonista in ben nove finali.
“L’Open d’Italia? Sono felice che il 2026 segni, per la quarta volta, il ritorno nel nostro circolo di questa importante manifestazione. La prima volta fu nel 1999 ai tempi della presidenza Pininfarina; ricordo che in quella occasione giocò anche il grande Severiano Ballesteros. Credo che quella fosse stata una delle sue ultime apparizioni. L’evento fu un successo, anche da un punto di vista tecnico perché il campo era appena stato rifatto da Graham Cooke”.
Silva è un fiume in piena quando parla di Open:
“Quattordici anni dopo, nel 2013 e poi nel 2014, l’Open si giocò sempre nel nostro Circolo sotto la mia presidenza e anche in quelle due occasioni, soprattutto nel 2013, ci fu una grande partecipazione di pubblico, non meno di 40mila persone nei quattro giorni di gara”.
Dall’alto della sua esperienza qual è il segreto per preparare un buon Open?
“Sicuramente uno dei segreti è avere uno staff preparato e all’altezza e noi sotto questo aspetto possiamo stare tranquilli. Abbiamo un Superintendent molto bravo che può contare sull’apporto di validi collaboratori, senza dimenticare poi che c’è sempre l’aiuto dell’European Tour. Inoltre, non dimentichiamoci che nel mese di giugno ci sono le condizioni ottimali per avere un bellissimo campo e sono sicuro che il nostro percorso sarà perfetto e all’altezza della situazione”.
I soci del circolo come hanno reagito alla notizia dell’assegnazione dell’83° Open d’Italia?
“Un piccolo problema c’è stato perché purtroppo non tutti i soci sono contenti. Molti si preoccupano del fatto che per circa un mese il campo, quello blu, rimane chiuso al gioco. In ogni caso sono sicuro che nella settimana dell’Open la stragrande maggioranza dei soci sarà contenta di assistere da vicino ad un evento di questa portata. L’Open d’Italia è troppo bello per non essere vissuto e goduto, soprattutto durante le quattro giornate di gara. Lo abbiamo visto anche in passato, alla fine la gente sarà contenta nel vedere da vicino i giocatori e frequentare il villaggio commerciale. Le lamentele che oggi affiorano verranno dimenticate e saranno tutti felici e contenti”.
Provi a dare un consiglio ai giocatori che dovranno affrontare la gara sul vostro campo: c’è qualche trucco, qualcosa da sapere?
“Il nostro non è un campo estremamente difficile, il percorso è pianeggiante e privo di particolari difficoltà tecniche. Ovviamente dipenderà molto dalla preparazione del percorso e se i rough non saranno troppo severi e i green del percorso non troppo veloci, molti giocatori potrebbero chiudere sotto il par».
Ha un sogno nel cassetto?
“L’ultima vittoria di un italiano all’Open d’Italia risale al 2016 con Francesco Molinari, che bissò il successo ottenuto vent’anni prima. È passato troppo tempo e mi piacerebbe che a Torino, finalmente, vincesse un nostro giocatore. Abbiamo la fortuna di avere ancora due grandi campioni come i fratelli Molinari che giocheranno in casa, ma anche Laporta, De Leo, Manassero, Celli, Migliozzi, Paratore e Mazzoli, tutti impegnati sul Tour, possono dire la loro. Insomma, spero proprio che il 2026 sia l’anno buono per vedere trionfare un nostro atleta, sarebbe un bellissimo rilancio per tutto il golf italiano”.
Lei come vivrà l’83° Open d’Italia?
“Non avrò una wild card per poter giocare l’Open – dice ridendo –. Quest’anno sono 73 anni di golf giocato e penso di essere uno dei giocatori più anziani ancora in attività. Forse in un Open d’Italia 100 colpi li farei ancora… Scherzi a parte dal 25 al 29 giugno vi aspetto tutti al Golf Torino per assistere ad uno spettacolo annunciato”.
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